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LE TERAPIE CHIRURGICHE DELLE DISFUNZIONI ERETTILI-IMPIANTO DI PROTESI PENIENE

 Chirurgia Andrologica

Nel nostro Centro, la chirurgia andrologica atta a correggere le malformazioni o le malattie che hanno causato una permanente disfunzione erettiva-eiaculatoria, può essere eseguita con ricovero di pochi giorni  se il paziente è stato adeguatamente stadiato e monitorizzato,buona parte degli interventi  possono essere eseguiti
in anestesia locale e locoregionale associata a  neuroleptoanalgesia(neuro-sedazione).
Il paziente quindi è in grado, alcune volte nell’arco di una sola giornata, di risolvere i suoi problemi, conservando la propria privacy, con cospicua riduzione dei disagi personali nei confronti degli impegni familiari e della propria attività professionale.

By-pass arterioso

Quando le arterie che portano il sangue ai corpi cavernosi sono tanto alterate da non poter avere nessun beneficio duraturo dall’uso di farmaci, si può intervenire direttamente con un micro by-pass.
La percentuale di successo a lungo termine è bassa (10-30% degli interventi).

L’operazione consiste nel collegare l’arteria dorsale del pene (che "rifornisce" direttamente i corpi cavernosi) con l’arteria epigastrica, ricca di sangue; in tal modo si saltano le ostruzioni ed il pene viene di nuovo regolarmente irrorato. L’intervento consente di tornare ad una normale attività sessuale nel giro di 40 giorni, ed è consigliabile soprattutto alle persone giovani, per esempio nei rari casi di ipoplasia congenita delle arterie cavernose o di traumi che abbiano comportato una lesione a monte del pene, ed a pazienti che presentino fattori di rischio vascolare (ipertensione arteriosa, tabagismo, dislipidemia, diabete mellito), sicuramente negativi. Non altrettanto indicata a chi ha superato i 50 anni, ai tabagisti cronici, ai diabetici, ai vasculopatici gravi; perché in questi casi è molto probabile che si verifichino  tempestivamente nuove ostruzioni che in capo a qualche mese rendano vano completamente l’intervento per cui si ritorna alla situazione di partenza di severa disfunzione erettile. A tale chirurgia deve sempre seguire una cura riabilitativa "vascolare" sia con gli inibitori dell PDE5 come il Tadalafil ed il Vardenafil, , sia con l’ossigeno-ozono terapia che esplicano una sorta di ginnastica vascolare riabilitatrice delle arterie del pene e migliorano il flusso arterioso in modo spiccato in un tessuto erettile "neovascolarizzato".

 

BY PASS ARTERIE EPIGASTRICHE-DORSALE PENE
La tecnica chirurgica di micro-by-pass mostrata dal disegno viene usata nei casi di impotenza su base arteriosa, dovuta cioè al fatto che le arterie, con flusso ridotto, non portano ai corpi cavernosi sangue sufficiente per consentire un'erezione.
In queste situazioni, per rimediare, si crea chirurgicamente un by-pass che salta le arterie iposfigmiche: in pratica, l'arteria dorsale del pene diviene in grado di fornire tutto il sangue necessario all'erezione. 

Chirurgia venosa peniena

Se la disfunzione erettile di origine vascolare è dovuta non a uno scarso afflusso di sangue, ma a una alterazione del meccanismo di veno-occlusione che non riesce a trattenerlo adeguatamente nei corpi cavernosi (alterazione che viene accertata e stadiata con la cavernosometria e cavernosografia dinamiche), il difetto può essere corretto con un’altra tecnica microchirurgica. Questa consiste nel legare la vena dorsale profonda del pene e le vene cavernose (che permettono il deflusso del sangue dai corpi cavernosi) e nel restringere le crure, cioè le "radici" dei corpi cavernosi stessi (cruro plicatura). È un tipo di chirurgia che permette di guarire completamente solo nel 50% dei casi. L’intervento comporta anch'esso 30 giorni di astinenza sessuale prima di riprendere l’attività normale . Tale chirurgia venosa  implica quasi obbligatoriamente per un certo periodo una successiva riabilitazione del tessuto vascolare erettile con gli inibitori delle PDE5, con l’ossigeno-ozono terapia, riabilitatrice vascolare, per garantire risultati erettivi apprezzabili al paziente.

Impianto di protesi peniene

I by-pass arteriosi, le legature venose, sono tecniche di chirurgia  andrologica conservativa applicabili finché la situazione vascolare è recuperabile, quando si è al di sotto di una certa età e non sono presenti malattie croniche e non ci sono  plurimi fattori di rischio vascolare severamente alterati. Negli altri casi, oppure quando l’impotenza sia dovuta a severe vasculopatie artero- venose cavernose o in presenza di  una degenerazione fibrosa di corpi cavernosi (induratio penis plastica),  in presenza di severi e molteplici fattori di rischio vascolare, bisogna ricorrere all’impianto endo-cavernoso di protesi peniene. In altre parole: quando è impossibile acquisire un’erezione naturale sufficientemente rigida, mediante farmaci come gli inibitori delle PDE5  o nei pazienti che non rispondono o non accettano le auto-iniezioni vasoattive di PGE1   o quando è assolutamente sconsigliato, come nei cardiopatici che fanno uso di nitroderivati,  l'utilizzo degli inibitori delle PDE5 per i rischi di vita che possono comportare, si impiantano nei corpi cavernosi delle protesi che permettono di fare raggiungere al pene la rigidità necessaria tale da permettere di espletare un coito normale.

Le protesi peniene “occupano” parzialmente uno spazio normalmente riempito dal sangue, che nel paziente impotente è severamente divenuto cronicamente deficitario, per cui non distruggono il tessuto erettile ma lo dislocano centralmente nel lume dei corpi cavernosi. Le protesi oggi in uso danno al pene un aspetto sempre naturale, non sono visibili dalla partner e sono spesso totalmente dissimulabili quando si è vestiti. Le più perfezionate, quelle idrauliche, sono flosce (e quindi il pene ha l’aspetto consueto della posizione a riposo) fino a quando, agendo su una pompetta posta nello scroto (tra i testicoli) si aziona il meccanismo idraulico interno che le fa completamente irrigidire (generando così l’erezione); per tornare alla flaccidità basta toccare in un punto particolare della "pompetta scrotale" per cui il pene da rigido ritorna in stato di flaccidità.


Altrettanto valide sono le protesi semirigido-flessibili,costituite da un’anima di silicone  semirigido circondata da silicone soffice. Rimangono nella posizione diritta o piegata a seconda di come si mette il pene: piegandola in giù il pene si abbassa in posizione di riposo e così resta. Mentre, dopo opportuna stimolazione erotica, il pene acquisisce un'erezione complementare abbastanza rigida, in quanto appunto c’è una certa quota di sangue che arriva al pene e viene a circondare la protesi stessa . Molti si chiedono come sia possibile avere anche sensazioni normali, concluse da un’eiaculazione ed orgasmo adeguato, con le protesi peniene. È possibile perché durante l’eccitazione sessuale si verifica comunque una certa tumescenza dei corpi cavernosi intorno alle protesi, che fanno da "pilastro". Se c’è la libido, eiaculazione ed orgasmo anche in presenza di disfunzione erettile ci saranno tanto più dopo l’impianto di protesi peniene.

Protesi semirigide, flessibili, soffici

Di conseguenza le sensazioni sono normalissime, e così lo svolgersi del rapporto. Si può aggiungere che un uomo protesizzato non è necessariamente riconoscibile come tale dalla partner, durante il coito, e se è portatore di una protesi idraulica neppure in flaccidità (anche a distanza di anni).

La cicatrice conseguente all’inserimento delle protesi nei corpi cavernosi è veramente minima in quanto l'incisione cutanea viene eseguita o a livello del pube o a livello della borsa scrotale. Praticamente, dopo un po’ di tempo quando ricrescono i peli non è più visibile.

Prima e dopo l’impianto di protesi, comunque, quando coesiste un problema anche psicologico si è aiutati da una psicoterapia di supporto, (specie il training autogeno) che aiuta il paziente, spesso teso per le iperaspettative che ha dall'impianto, a rilassarsi, e meglio accettare la protesizzazione, utile per recuperare psicologicamente la virilità prima persa

Protesi idraulica Mentor tri-componente

L’impianto protesico penieno viene realizzato in circa un’ora in anestesia  spesso loco-regionale associata a neuroleptoanelgesia che dà uno stato di incoscienza temporanea o parziale, spesso con un solo giorno e una notte di degenza.

Nei 4-5 giorni successivi è consigliabile osservare riposo. Dopo una settimana si può tornare a svolgere la normale attività professionale, salvo che questa non implichi potenziali traumi per i genitali. Vanno assolutamente evitati i rapporti sessuali per 8 settimane, poi bisogna iniziarli gradualmente fino a tornare completamente normali dopo 3-4 mesi. I ritmi dei coiti, soprattutto all’inizio a livello inconscio, sarebbero infatti più frequenti, il che è dettato spesso dalle iperaspettative che ha un paziente che ha sofferto per tanto tempo di impotenza erettile. Più del 90 % dei pazienti impiantati di protesi peniene è soddisfatto e (a distanza di un anno) si rifarebbe operare per risolvere l’impotenza erettile organica.

In conclusione, il vero problema della risposta alle varie terapie mediche e/o chirurgiche delle disfunzioni erettili, non sta nella "reazione del pene" a questa o a quella terapia, ma piuttosto nelle aspettative del maschio (o in quelle della sua partner) a questa e a quella cura. Il pene di un ventenne ammalato reagisce certamente di più rispetto a quello di un cinquantenne o di un settantenne e spesso è necessario “ridimensionare” le aspettative sia del paziente che della partner. E’ necessario far capire alla coppia che un pene, comunque sia esso aiutato farmacologicamente o chirurgicamente, non può irrigidirsi completamente se non c’è una stimolazione sessuale adeguata. Spesso l’erezione non può essere "pianificata" come un lavoro o un divertimento, per cui molti uomini falliscono perché la cercano anche in assenza di una partner adeguata e di una necessaria libido adeguata.

Induratio penis plastica

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